Francesco Glorioso

(ricerca del 4 ottobre 2011)

Francesco Glorioso detto “l’olimpionico”, canottiere della Marina Militare Italiana ha fatto parte dell’equipaggio dell’otto con per il canottaggio (con timoniere maschile) alle olimpiadi di Tokio del ’64. Era la terza volta che l’Italia presentava un otto militare alle Olimpiadi. Si classificò 6a con il tempo di 6’42”78.

La storia: (tratto da: www.marcantoniocolonna.com)

La Marina, con il Centro Remiero Interforze, è impegnata particolarmente nella preparazione di un otto per le Olimpiadi di Tokio ‘64. Si tratta, con la presenza per la terza volta di un otto militare alle Olimpiadi, di confermare la validità della scuola M.M.-  L’operazione riesce ed il C.O.N.I., su proposta della Federcanottaggio, designa l’equipaggio per Tokio.

Ne fanno parte due Carabinieri (il capovoga Dario Giani e Orlando Savarin), quattro Marinai (Sergio Tagliapietra, FRANCESCO GLORIOSO, Giuseppe Schiavon, Sereno Brunello), due vogatori (Giampietro Gilardi, Pietro Polti) ed il timoniere della Moto Guzzi (timoniere Ivo Stefanoni).

Quale riserva è  anche la Guardia P.S. Antonio Melpignano che, successivamente, sarà un eccellente coadiutore tecnico del Centro Interforze. L’allenatore dell’equipaggio, Mario Bovo, non va in Giappone: la Federazione non aveva posto disponibile per lui ed altri lo sostituiscono.

La gara: (dalle note scritte da tal Raffaele Bastoni e apparse sulla rivista federale “il Canottaggio”)

"Dato il ritardo iniziale, è ormai notte quando il mossiere, il nostro simpatico dr. Sessa, si accinge a dare il ‘partez’ agli otto.

Dalle sponde vengono lanciati razzi illuminanti per rischiarare il percorso. I giapponesi organizzatori insuperabili tranne che al vento, hanno pensato proprio a tutto! Al via scattano USA, Germania e URSS, mentre i nostri stanno ancora raddrizzando la barca ed invano il timoniere Stefanoni cerca di richiamare l’attenzione dell’arbitro per far ripetere la partenza. E’ buio e nessuno lo vede.

Ai 1.000 la Germania è prima con una corta punta rispetto agli USA, mentre i sovietici sono una barca indietro. Gli americani attaccano decisamente ed ai 1.500 riescono a passar primi mentre la Cecoslovacchia si fa luce, incalzando da presso il Ratzeburger.

All’arrivo primi gli USA sui tedeschi distrutti. Nota interessante: il Vesper  ha gareggiato con una barca di costruzione italiana! I nostri, demoralizzati per la brutta partenza e dopo aver fatto tutta la gara sull’onda dei primi due, mollano ed arrivano sesti staccati."

(Le foto sono state fornite dal diretto interessato e aggiunte in data 16 gennaio 2012)

 


INCONTRO-INTERVISTA CON FRANCESCO GLORIOSO (del 16 gennaio 2012)
servizio di Claudio Pepoli

Più che un'intervista la definirei una chiacchiarata tra amici con una persona che si è dimostrata amichevole e disponibile sin dal primo momento alla stregua di due persone che si conoscevano da tempo:

A 48 anni dal grande evento che vide il nostro concittadino Francesco Glorioso (detto Ciccio l’olimpionico) partecipare alle olimpiadi di Tokio del 1964, ricorda ancor' oggi come fosse ieri l’esperienza vissuta in Giappone quando, egli che faceva parte dei gruppi sportivi militari della marina, rappresentò l’Italia a quelli che furono i giochi della XVIII olimpiade. Francesco faceva parte dell’equipaggio dell’otto con (con timoniere maschile) per il centro remiero delle Forze Armate della Marina Militare, con sede in Sabaudia.

Tutto comincia nel lontano ’62 quando ancora ventenne espletava il servizio di leva obbligatorio a quel tempo di 24 mesi. Dopo Taranto veniva trasferito a Messina e quindi imbarcato in un dragamine* come nocchiere ma poiché gli piaceva anche remare quando dal centro remiero di Messina gli chiesero di entrarne a far parte  accettò volentieri. Questa sua scelta però si scontrò con il volere del suo comandante, un tenente di vascello, che non faceva altro che ripetergli “Glorioso, dove vuoi arrivare! alle olimpiadi?” “se capita” fu la sua risposta, e  fu necessario più di un fonogramma per vederlo sbarcare da quella nave da guerra.

(*un dragamine è una piccola nave da guerra della marina progettata per contrastare la minaccia rappresentata dalle mine navali.)

Dopo un anno trascorso a Messina fu trasferito a Sabaudia dove si allenò per il centro remiero delle ff.aa, vinse un campionato italiano e fu selezionato per le olimpiadi del ’64.  Fu così che un giorno quel tenente di vascello ricevette una sua cartolina dal Giappone.
Terminato il servizio di leva trascorse poco più di un anno e venne richiamato dalla Marina Militare come civile e vi trascorse altri due anni arruolato come volontario nei centri sportivi, partecipando nel ’66 agli europei sempre nell’ambito del canottaggio ma per il quattro con. Quelle volta si classificarono undicesimi. 

  (in questa foto viene però mostrato un equipaggio "quattro senza" (senza timoniere)

Nel ’68 vince un altro campionato italiano, la federcanottaggio li nomina probabili olimpionici in prossimità della XIX edizione, ma a causa di un malessere che colpì un componente del gruppo, l’equipaggio si sfascia e non se ne fa niente.

A Cefalù nel ’64 ha ricevuto dei riconoscimenti dall’allora sindaco Prospero Giardina, mentre finito il servizio per la marina avrebbe voluto dare molto per questa città, coinvolgendo anche le scuole per istruire giovani ragazzi, ma non trovò sufficienti consensi in tal direzione. Circa trent’anni fa venne a trovarlo anche il suo allenatore, Mario Bovo, il quale avrebbe voluto organizzare una gara presentando pure regolare istanza all'amministrazione, ma cadde anch'essa nel vuoto più assoluto.

          (Cefalù 1964: a sinistra il sindaco Giardina, a destra Francesco Glorioso) 
 

                      (Cefalù 1964: la giunta comunale con Francesco Glorioso)

Ad oggi il nostro olimpionico custodisce in un cassetto decine e decine di fotografie che lo ritraggono tra gli allori con l’orgoglio di una volta, quello stesso orgoglio con cui egli muratore si è costruito la sua casa con le sue stesse mani, e dove in una stanza espone onoreficienze e  diplomi in ricordo di una volta.

Attualmente Francesco è pensionato. Al mio quesito sui socialnetwork conosce facebook ma solo per sentito dire, pensa comunque che sia una cosa da giovani. Lui il suo tempo libero lo trascorre impegnandosi nella sua nuova passione, la lettura della Bibbia. Ai giovani di oggi vuole semplicemente dire che il canottaggio tempra il corpo e la mente, che ci vuole una grande determinazione e spirito di sacrificio, quanto all’aspetto monetario ha voluto ricordare che ai suoi tempi con il canottaggio guadagnava appena ottanta mila lire.
 

                                          Titolo mondiale di tutte le forze armate (targa)

                           Titolo mondiale di tutte le forze armate (coppa)

In totale Francesco Glorioso nella sua carriera sportiva-militare ha vinto 2 titoli di campione italiano, un titolo mondiale per le ff.aa e due titoli di campione siciliano (disputati a Livorno).

                              

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