Coronavirus- Le dichiarazioni di Malagò sul rinvio delle Olimpiadi di Tokio al 2021

25.03.2020- Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni dopo che il CIO, d’intesa con il Comitato Organizzatore di Tokyo e le massime autorità del Giappone, ha ufficializzato il rinvio dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Tokyo al 2021. 

“Si tratta di una decisione eccellente e presa a tempo record tenendo presente gli interessi che ci sono in ballo.

Non si era mai verificato uno spostamento dei Giochi Olimpici se non in occasione di eventi bellici.

Il fatto che si possano disputare entro l’estate del 2021 vuol dire che esiste la volontà di considerare ogni opzione temporale possibile, anche l’eventualità che si disputino in primavera.

Ci sono molte Federazioni Internazionali che hanno già dato disponibilità a riprogrammare le loro manifestazioni nel 2021, considerando la preminenza dei Giochi Olimpici. Il mio pensiero va agli atleti, a chi si è espresso sul futuro e a chi sta valutando cosa fare. Credo che i nostri campioni – soprattutto quelli più esperti – possano offrire un altro esempio di passione e di determinazione, diventando nel 2021 il simbolo dei Giochi di Tokyo”.

In una nota del CIO (Comitato Olimpico Internazionale) si legge:

«Il presidente del Cio, Thomas Bach, e il primo ministro del Giappone, Shinzo Abe, hanno tenuto una teleconferenza per discutere dell’ambiente in costante cambiamento in relazione a COVID-19 e ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020 - si legge nella nota del comitato olimpico internazionale -. A loro si sono uniti Mori Yoshiro, Presidente del Comitato Organizzatore di Tokyo 2020; il ministro olimpico, Hashimoto Seiko; il governatore di Tokyo, Koike Yuriko; il presidente della commissione di coordinamento IOC, John Coates; Direttore generale del CIO Christophe De Kepper; e il direttore esecutivo dei Giochi Olimpici del CIO, Christophe Dubi.

Il presidente Bach e il primo ministro Abe hanno espresso la loro comune preoccupazione per la pandemia mondiale COVID-19 e per ciò che sta facendo alla vita delle persone e al significativo impatto che sta avendo sulla preparazione degli atleti globali per i Giochi. In una riunione molto amichevole e costruttiva, i due leader hanno elogiato il lavoro del comitato organizzatore di Tokyo 2020 e hanno preso atto dei grandi progressi compiuti in Giappone per combattere il COVID-19. La diffusione senza precedenti e imprevedibile dell’epidemia ha visto il deteriorarsi della situazione nel resto del mondo. Ieri, il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha dichiarato che la pandemia di COVID-19 sta «accelerando».

Attualmente ci sono oltre 375.000 casi registrati in tutto il mondo e in quasi tutti i paesi e il loro numero sta crescendo di ora in ora. Nelle circostanze attuali e sulla base delle informazioni fornite oggi dall’OMS, il Presidente del Cio e il Primo Ministro del Giappone hanno concluso che i Giochi della XXXII Olimpiade di Tokyo devono essere riprogrammati a una data successiva al 2020, ma non oltre l'estate 2021, per salvaguardare la salute degli atleti, di tutti i partecipanti ai Giochi olimpici e della comunità internazionale. I leader sono stati d’accordo sul fatto che i Giochi di Tokyo potessero rappresentare un faro di speranza per il mondo durante questi tempi difficili e che la fiamma olimpica potesse diventare la luce alla fine del tunnel in cui il mondo si trova attualmente. Pertanto, è stato concordato che la fiamma olimpica rimarrà in Giappone. È stato inoltre concordato che i Giochi manterranno il nome di Giochi Olimpici e Paralimpici di Tokyo 2020».

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